Mastopessi

L'intervento di mastopessi o lifting del seno si propone di ridare alle mammelle la forma perduta in seguito ad invecchiamento, perdite di peso, allattamento o di correggere un seno cadente congenito. E' quindi indicato quando l'involucro (la pelle) è troppo abbondante rispetto al contenuto (la ghiandola) e consente di risollevare il complesso areola capezzolo e "tirare su" il seno. Spesso il seno è anche "svuotato" e si può allora ricorrere all'utilizzo di una protesi durante lo stesso intervento (mastopessi con protesi) correggendo così anche il volume.

Le cicatrici possono essere limitate all'areola o estendersi anche dall'areola al solco sottomammario e al solco sottomammario stesso a seconda del difetto da correggere.

L'intervento viene eseguito in anestesia generale e richiede una notte di ricovero.

Sfatiamo i luoghi comuni:

L'intervento è molto doloroso. Falso. E' uno degli interventi in assoluto meno dolorosi perchè coinvolge solo cute, sottocute e ghiandola mammaria. L'unico fastidio che si può avere è il bruciore legato alle incisioni della pelle che viene tranquillamente controllato dai più comuni antidolorifici. Solo in alcuni casi, se viene toccato il muscolo grande pettorale, si può avere un pò di dolenzia di tipo muscolare, come un livido. Anche questo dolore è ben trattato con i normali farmaci da banco. 

Il capezzolo viene staccato e riattaccato. Falso. Il complesso areola e capezzolo rimane attaccato ad una porzione di ghiandola che viene semplicemente mobilizzata per essere spostata più in alto. Nella maggior parte dei casi, anzi, anche la sensibilità, l'erettilità e la capacità di allattare vengono integralmente conservate. Solo in rari casi, quelli di mammelle enormi (gigantomastie) in pazienti con una vascolarizzazione precaria (ad esempio fumatori o obesi), può essere indicato l'innesto libero di complesso areola capezzolo perchè in questa tipologia di pazienti il rischio di necrosi (morte del tessuto) è estremamente elevato. In questi casi l'areola e il capezzolo vengono staccati e riattaccati dopo il rimodellamento della mammella. 

Il risultato è permanente. Falso. L'intervento di chirurgia plastica porta indietro l'orologio (ringiovanimento) ma non ferma il tempo, nè tantomeno la forza di gravità. Dal momento stesso in cui l'intervento finisce il processo di invecchiamento ricomincia e qualunque mammella, prima o poi, in misura maggiore o minore è destinata nuovamente a calare.